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L’arte di fare (e farsi) le domande giuste

farsi le domande giuste

Fare domande è uno dei modi che abbiamo a disposizione per conoscere il mondo. Insieme all’esperienza, che è il metodo empirico per eccellenza, chiedere (e chiedersi) il perché o il come delle cose ci aiuta a costruire la nostra visione, la nostra verità. Domandare è il verbo della curiosità. Da bambini, avendo una naturale attitudine alla curiosità e alla scoperta, facciamo un sacco di domande. In età adulta poco a poco smettiamo, perché il nostro bagaglio di informazioni e di conoscenze aumenta e ci accontentiamo delle risposte che abbiamo già.

Le domande aiutano a comunicare meglio

Le domande sono un ottimo strumento di comunicazione efficace. Porre le domande “giuste” ci consente di imparare dagli altri, di aiutarli, di comprenderne i comportamenti, di identificare i problemi e di trovare soluzioni. C’è una relazione diretta tra la capacità di domandare e l’intelligenza emotiva. Più siamo capaci di porre buone domande, migliore sarà la qualità della nostra comunicazione. Questo dipende anche dal fatto che l’arte di fare domande è correlata alla capacità di ascolto: domandare non basta, bisogna anche essere in grado di recepire la risposta, elaborarla e integrarla nel nostro sistema di credenze. Insomma, fare domande non si esaurisce nell’atto di chiedere ma implica una relazione, uno scambio tra due interlocutori.

Come possiamo fare domande migliori?

Partiamo da un assunto: non tutte le domande sono uguali. Ci sono domande chiuse e aperte, domande che servono a chiedere un’informazione e a colmare una lacuna, domande che indagano emozioni e stati d’animo. Qualunque sia l’obiettivo della tua domanda, voglio lasciarti alcuni suggerimenti da mettere in pratica per migliorarne l’efficacia.

Le domande nel coaching

Le domande sono lo strumento principe del coaching. La relazione tra il coach e il suo cliente si basa sulle domande “giuste” e sulle risposte che ne derivano. Attraverso una sorta di metodo socratico, il coach porta il coachee a farsi le domande di cui ha bisogno in quel momento e di darsi risposte sincere, senza svicolare o essere elusivo. Queste domande in coaching si chiamano powerful questions, domande potenti. Ci sono domande che hanno una potenza intrinseca, sono quelle che potremmo definire filosofiche, perché sono “eterne” e ci interrogano su questioni profonde del nostro essere. Altre domande acquisiscono la loro potenza in base alla fase del percorso che stiamo attraversando. Ecco alcune domande potenti che possiamo farci in qualunque momento della tua vita stiamo attraversando:

Come puoi intuire, a rendere davvero potenti queste domande sono le risposte che ci diamo, nel momento in cui ci portano a compiere una trasformazione.

Come possiamo farci domande migliori?

Le domande migliori che possiamo fare a noi stessi sono quelle che ci portano a considerare altri punti di vista. Soprattutto se tendiamo ad avere un dialogo interiore auto-svalutativo, le domande migliori sono quelle con cui mettiamo in discussione convinzioni radicate. Per esempio, possiamo chiederci:

La condizione che consente a queste domande di essere efficaci è che ci impegniamo a essere onesti con noi stessi, sforzandoci di assumere una prospettiva che ci consenta di guardarci da fuori. Non occorre avere le risposte a tutte le domande: il potere di molte domande è il loro lavorio sotterraneo e continuo. Perché alla fine le domande migliori che possiamo farci sono quelle che ci aiutano a diventare le persone che vogliamo essere.

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