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Trasforma il tuo dialogo interiore da imperativo in assertivo

Dialogo interiore

Hai mai sentito parlare del linguaggio imperativo? È un’espressione usata nel campo informatico e caratterizza alcuni linguaggi di programmazione. È infatti impiegato per dare ordini, impartire dei comandi, dire al programma cosa fare. Fin tanto che si parla di computer, che non hanno una volontà propria, questo tipo di linguaggio ha una funzione comprensibile. Eppure, senza accorgercene, applichiamo gli stessi ordini anche al nostro dialogo interiore. Non ci credi? Ripensa agli ultimi due, tre giorni: quante volte hai ripetuto nella testa la frase “devo + verbo” o, peggio, “avrei dovuto + verbo”, in tono di rimprovero?

Al contrario, un linguaggio assertivo è capace di accogliere emozioni complesse, di selezionare le informazioni utili per sé nel rispetto delle opinioni degli altri. Si parla di linguaggio assertivo all’interno della comunicazione tra due soggetti. Tuttavia, se consideriamo il dialogo interiore come uno scambio tra noi e la nostra voce critica, possiamo trasformare quel dialogo da imperativo in assertivo.

Caratteristiche del linguaggio imperativo

Il linguaggio tipico del comando è caratterizzato da diversi elementi:

Avere un dialogo interiore caratterizzato dal linguaggio imperativo, anche nella sua forma più attenuata, significa:

Le 5 fasi della comunicazione assertiva

Ci sono 5 fasi o livelli nella comunicazione assertiva, che possiamo applicare anche al dialogo interiore. In questo caso, il confronto avverrà con il critico dentro di noi, che tende a imporsi e a sminuirci.

Due aspetti da chiarire prima di cambiare il tuo dialogo interiore

Prima di cambiare il dialogo interiore, trasformandolo da imperativo in assertivo, è utile che tu sappia rispondere a due domande preliminari.

  1. Chi stabilisce le tue regole? Quando il tuo dialogo interiore è imperativo, il più delle volte sta obbedendo alle regole dettate da qualcun altro che non sei tu. C’è una differenza abissale tra ciò che vuoi fare e tra ciò che ritieni di dover fare. Tendiamo a introiettare i valori delle persone che ammiriamo, che sono — o sono state — punti di riferimento per noi. Così, ci conformiamo a credenze e convinzioni che abbiamo ereditato e fatto nostre ma che non ci appartengono davvero. Questo genera una frizione tra i nostri reali desideri e l’immagine di noi che riteniamo socialmente accettabile. Il primo passo è riappropriarti dell’autorità delle tue scelte. In questo modo, il tuo dialogo interiore si ingentilirà in modo naturale: agli obblighi si sostituiranno le priorità.
  2. Quali sono i tuoi valori? Una volta che avrai ripristinato la piena autorità delle tue scelte, ti servirà un criterio per fare in modo che quelle scelte siano il più possibile allineate con la persona che sei e che vuoi diventare. Un buon modo per farlo è stabilire i tuoi valori base, su cui si fonda ogni aspetto della tua vita. I valori ti consentono di definire le tue priorità, ti aiutano a capire quali sono le cose importanti per te e ti guidano nelle scelte da compiere. Il senso del dovere perde di consistenza quando hai ben chiaro dove vuoi arrivare.

Come trasformare in assertivo il tuo dialogo interiore imperativo

Il dialogo interiore è radicato nel nostro modo di essere a tal punto che spesso confondiamo la voce del critico con la nostra. Per cambiarlo è necessario munirsi di pazienza e costanza. Io ti suggerisco alcuni esercizi pratici per facilitare il processo di cambiamento.

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